Šī ir trafiks http://anellidifum0.wordpress.com kešatmiņa. Šis ir lapas momentuzņēmums, kāda tā ir parādījusies Thursday 01st 1970f January 1970 02:00:00. Pašreizējā lapa laika gaitā, iespējams, ir mainījusies.

Anellidifum0's Blog

Ecco come il New Labour britannico spiega un punto dirimente del suo programma politico, in previsione delle prossime elezioni politiche:

Quasi chiaro come l’ultima dichiarazione di Bersani (non quello che ha firmato pro Emergency, no: quello è Samuele. Io dico l’altro, quello che si occupa di politica nel PD):

Dobbiamo in primo luogo trovare misure organizzative che ci facciano esprimere meglio le forze del territorio e darci un’agenda che chiarisca il nostro sistema di idee che è alle fondamenta della nostra identità.

La traduzione del pensiero di Bersani la trovate nel primo commento.

Proprio oggi la Corte Costituzionale italiana dovrebbe rendere pubblica la sua sentenza sulle nozze per tutti. Come già detto altrove, per noi è già un ottimo risultato essere arrivati dinanzi alla Suprema Corte.

Nel frattempo, pochi giorni fa la Corte Costituzionale del Portogallo ha emesso sentenza sullo stesso argomento. Leggendo le motivazioni della sentenza, sembra quasi che la Corte portoghese abbia voluto indicare una via ai colleghi della Corte Costituzionale italiana. Avrei voluto scriverci un post su, poi mi sono reso conto che l’ha fatto perfettamente l’ottimo Aelred, alias Village. Quindi, riproduco il suo bel post qui:

Portogallo: sì del Tribunale Costituzionale al matrimonio gay

di Aelred

In attesa che anche in Italia la Corte Costituzionale si esprima sul diritto delle persone omosessuali di contrarre matrimonio, dal Portogallo arriva un’ottima notizia per i diritti gay e in generale i diritti civili.

Il Tribunale Costituzionale, cui il presidente della Repubblica Anibal Cavaco Silva si era rivolto preventivamente, ha confermato la perfetta costituzionalità del progetto di legge sul matrimonio gay, approvato dal Parlamento, ma ancora non promulgato: 11 giudici hanno votato a favore e solo 2 contro. Ora il presidente ha 20 giorni di tempo per controfirmare la legge – che entrerebbe in vigore in tempo per la visita del Papa Benedetto XVI – o rimandarla indietro. In questo caso basterebbe una maggioranza semplice per superare il veto presidenziale e costringere Cavaco Silva alla promulgazione.

Ma che cosa ha stabilito il Costituzionale? È utile – e anche molto consolante – leggere la motivazione di questa sentenza che di fatto aggiunge il Portogallo all’elenco dei paesi in cui a gay e lesbiche è garantita la piena uguaglianza in tema di matrimonio: Olanda, Belgio, Sudafrica, Spagna, Canada, Svezia, Norvegia. Oltre ad alcuni stati Usa (Massachusetts, Connecticut, Iowa, Vermont, New Hampshire, Washington DC) e a Città del Messico e alcuni territori di Argentina e Brasile.

Per i giudici portoghesi la nuova legge non viola la Costituzione, perché non ha come effetto di rifiutare a qualcuno o ridurre il diritto fondamentale di contrarre (o non contrarre) matrimonio e inoltre perché il nucleo essenziale della garanzia costituzionale data al matrimonio non è minato dall’abbandono della regola sulla diversità di sesso fra i coniugi; e l’estensione del matrimonio alle persone dello stesso sesso non è in conflitto con il riconoscimento e la protezione della famiglia come “elemento fondamentale della società”.
Una della obiezioni sempre agitate dagli oppositori che qui in Italia – da sinistra e da destra – usano la nostra Costituzione contro l’uguaglianza dei diritti delle persone omosessuali.

Ma non è finita qui. Il Tribunale ha ovviamente tenuto in cosiderazione che il matrimonio regolato dalla Costituzione, tenuta in conto la realtà sociale e il contesto giuridico in cui fu redatta, era il matrimonio fra persone di sesso differente; ciononostante si può sicuramente concludere che non c’è alcun motivo di proibire l’evoluzione dell’istituzione; che [...] il legislatore non può sopprimere dall’ordinamento giuridico il matrimonio, in quanto istituto destinato a regolare le situazioni di comunione di vita tra le persone, nel riconoscimento dell’importanza di questa forma basilare di organizzazione sociale; [...] che il concetto costituzionale di matrimonio è un concetto aperto, che ammette non solo diverse conformazioni legislative, ma anche diverse concezioni politiche, etiche o sociale, essendo affidato al legislatore ordinario il compito di estrarre, in ogni momento storico, e inserire nell’ordinamento ciò che in quel momento corrisponda alle concezioni dominanti.

Una lezione altissima di diritto costituzionale e di capacità di interpretare i dettami di una Costituzione alla luce dell’evoluzione sociale e civile di un popolo. Ecco, forse è questa che manca al popolo italiano.

Il post di critica contro il “francescocostismo” ha avuto un grande successo. Per “francescocostismo” indico lo sparare fuoco amico contro opinion leader e opinion maker della propria stessa area politica, usando in modo scamiciato le stesse armi retoriche e quella stessa metodologia che si dice di non sopportare in bocca ai vari Marco Travaglio, Beppe Grillo, Antonio Di Pietro e De Magistris. Il “francescocostismo” non è caratteristica del solo Francesco Costa. Leggendo in questi mesi il profilo Facebook del collega di Internazionale Guido Vitiello, che si definisce radicale, ho trovato spessissimo insulti “mentecatto” verso De Magistris o Di Pietro e Grillo, oltre a un vero e proprio odio contro Travaglio. Il tutto scritto durante le elezioni regionali nelle quali questi opinion leader o opinion maker sostenevano la stessa candidata alla presidenza della Regione Lazio di Guido Vitiello, ossia Emma Bonino. Fatta salva la libertà di critica di ciascuno di noi verso chiunque (e quindi anche la nostra contro FC e GV) io mi domando se visti i tempi che viviamo sia il caso di fare le pulci alla parte avversaria oppure alla nostra parte. E intanto la Lega governa tutto.

Fra i moltissimi commenti ricevuti al mio post, ne è arrivato uno che ha messo lucidamente in luce un altro aspetto insostenibile e politicamente significativo del “francescocostismo”, riassumibile nello slogan “inseguo la verità di Facci“. Il commento lo ha scritto Maria José, anellide di nuovo corso. L’ho trovato talmente condivisibile, che l’ho trasformato in post, naturalmente col suo permesso.

Il motivo per cui questo blog si sofferma su questo tema è che valuta come controproducente per la nostra parte politica il metodo usato da Francesco Costa – persona che rispettiamo a livello individuale come chiunque altro, ma che contrastiamo sul piano politico in modo chiaro, limpido e reciso. L’errore politico reiterato di Costa, secondo noi, danneggia non solo il PD, ma soprattutto chi milita nella stessa corrente Marino del PD. Se questo partito andrà verso un azzeramento delle sue classi dirigenti, sarà bene che questo azzeramento non sia meramente anagrafico, ma anche soppesi con cautela i contenuti che vengono portati avanti dai nuovi riformatori. Perché se i contenuti fossero quelli di Facci e Costa, non sarebbe un azzeramento per ripartire, ma un azzeramento per sprofondare e per vendersi alla propaganda avversaria. Ci tengo anche a sottolineare che questa serie di post nasce perché leggendo la campagna politica di Costa contro Grillo, Travaglio, Di Pietro, me ne sono dispiaciuto e l’ho trovata offensiva e non giusta. Questo al di là del fatto che sono, notoriamente, in rapporti di amicizia con Marco Travaglio, giornalista che stimo pienamente, pur riconoscendone alcuni limiti, come per esempio quello di attenersi un po’ troppo alle sentenze e fare poco giornalismo investigativo. Vero anche che nell’Italia di oggi, ripetere i fatti delle sentenze in tv è operazione quasi da eroi.

di Maria José

Io non avrei niente in contrario contro [Francesco] Costa, anche quando utilizza molto tempo a fare le pulci a Travaglio. Soprattutto perchè il tizio (che mi sorprende scoprire solo 25enne) non mi sembra brillare né per originalità di scrittura né per talento. Anche se dato che ha già un modo di pensare “governativo” alla Riformista, o Europa , per dire, è possibile che abbia una buona carriera davanti a sé. Il punto è che non solo gli fa le pulci, ma spesso lo fa ricorrendo a tipi come [Filippo] Facci. Ora, quando io gli ho chiesto sul suo blog perchè desse tanto credito a Facci, soprattutto il Facci che viviseziona Travaglio, Costa mi ha rimandato a una sua FAQ il cui titolo era “perchè è importante fare il debunking di Travaglio” Risposta, perché è importate cercare la VERITA’. Ottimo. Ottimo e abbondante. E per cercare la verità ti accodi a Facci?

Ora, io non discuto che Facci possa interessare (in fondo, per gente di bocca buona può anche fornire brividi a buon mercato), ma citarlo, linkarlo perchè si ”cerca la verità” mi sembra davvero o stupido, o ”ingenuo”, oppure in mala fede. Per dire, questo scambio tra me e lui è avvenuto dopo che lui aveva linkato un post di Facci in cui Facci accusava Di Pietro delle peggiori nefandezze. Fonte, una sentenza da cui venivano soprattutto riportate le parole di Gorrini. Che nel processo su Di Pietro era stato già bollato dai magistrati come menzognero. E Facci, come niente fosse, citava questa fonte ”al di sopra di ogni sospetto” come accusa contro Di Pietro. E Costa linka. Perchè è in ”missione per conto della verità” Ora, ok, Facci fa Facci, deve soddisfare i suoi fan ma Costa, esattamente, CHE CASPITA voleva fare? Quindi io gli chiederei semmai conto di questa incongruenza. Anzi, gliel’ho già chiesto, ricevendone una risposta molto generica. E per confermare la bontà della sua scelta di linkare Facci per cercare la ”verità” scrive che Facci non è mai stato condannato per querela o diffamazione. Ora, avete mai provato a cercare le condanne o le infinite transazioni dei capi di giornale di Facci?

E veniamo a Grillo e Travaglio, Di Pietro, etc. Tempo fa Costa scrisse un luuuuuuungo post in cui spiegava perchè non avrebbe partecipato alla manifestazione del popolo viola. Tante parole, ma il succo era ”perchè non sopporto grillini, di pietristi, Dio, che popolaccio”. Perchè QUELLO era il motivo.

Ora, io non voterei mai Grillo, a meno che non ci sia un buon candidato, ma stimo Travaglio e, abbastanza, Di Pietro. E mi chiedo perchè i ”riformisti” o certi progressisti, ritengano che si può e in alcuni casi si deve arrivare a capire le ragioni di leghisti e anche dei forzaitalioti e non si può fare lo sforzo di capire questa gente che bene o male ha interessi in comune con gli elettori di sinistra.

Queste sono le ragioni più ”politiche” della mia critica verso i tipi alla Costa. Ma in verità, per me Costa sarebbe off-limits anche solo per l’uso che fa della parola ”giustizialismo” , pefettamente uguale a quello dei più sfegatatati e sedicenti ”garantisti” del CDX. Quelli più ipocriti e in mala fede, intendo.

Molto interessante e chiaro – come al solito – l’editoriale di Sartori sul Corsera. Il costituzionalista spinge sul semipresidenzialismo alla francese, che in realtà è una forma di presidenzialismo anche più forte del presidenzialismo americano, dal momento che i poteri del Presidente della Repubblica francese sono assai più vasti di quelli dell’inquilino della Casa Bianca, soprattutto quando non si trova in coabitazione con un primo ministro di colore opposto. Ma anche nella coabitazione, il capo dell’Eliseo ha maggiori poteri rispetto all’anatra zoppa statunitense, dal momento che può sempre licenziare il premier, il suo governo e sciogliere il Parlamento, cosa che naturalmente Obama non può fare davanti a un Congresso a maggioranza repubblicana. Fuori dai denti, il presidenzialismo americano impone il dialogo e il compromesso, se vanno male al presidente le elezioni di mid-term, laddove la Costituzione francese consente al capo dell’Eliseo di andare allo scontro frontale sciogliendo organi che non possono dimetterlo.

Sartori dice che non obietta davanti a un cancellierato alla tedesca, e qui mi trova favorevole assai. Direi che però il messaggio essenziale dell’ottimo fiorentino è quello di non pasticciare sui modelli di governo esteri: cercare di rendere all’italiana un sistema che è stato inventato fuori dall’italia è, in genere, un’ottima ricetta per scardinare l’efficacia di quel sistema. E non c’è niente di male nel copiare una forma di governo altrui, basterebbe non avere il complesso di inferiorità che se copi ti senti inetto. Non è un esame di Stato, cari politici, è una riforma della forma di governo. Ossia materia delicata e complicata. Vedete di non pasticciare, dell’ombrello all’italiana non abbiamo proprio bisogno, per citare Sartori, e di nuovi Cavour non se ne vedono all’orizzonte.

Montreal, NeMLA

Nonostante un incidente domestico piuttosto serio, che mi ha portato sul lettino di un chirurgo giusto ieri mattina, ho raggiunto in nottata Montreal, dove si tiene l’annuale conferenza NeMLA. Parlerò di Filippo Betto e di Tondelli. Incontrerò tanti amici e colleghi che ho incontrato in queste conferenze annuali. Ascolterò, soprattutto, lo stato delle ricerche sulla letteratura contemporanea e il cinema italiani. Montreal, senza neve, è ancora più bella.

Francesco Costa è un pischello di 25 anni iscritto al PD che ha la passione delle elezioni. Ha un blog nel quale la maggioranza degli interventi sono pre-politici, contro… Berlusconi? No. Bossi? No. Fini? No. Socci, allora? Nemmeno. Il nemico numero uno di Costa sono Marco Travaglio e Beppe Grillo, in prima istanza, poi Di Pietro e De Magistris. In buona sostanza Francesco Costa deve essersi detto: siccome prendersela con gli avversari del Centrosinistra non sposta poi tanti voti, fammi sparare tanto fuoco amico contro quegli uomini alleati al PD che sono stimati da tanti miei compagni di partito e di coalizione. Fammi insultare Beppe Grillo e allo stesso tempo riprenderlo perché è volgare. Fammi fare la morale a Travaglio usando toni moralistici da Travaglio scalcinato e in minore. Fammi essere manicheo e giustizialista con Di Pietro, accusandolo di manicheismo e giustizialismo.

Tutto ciò naturalmente non fa che rafforzare il giudizio positivo di chi già pensa bene di Travaglio, di Grillo, di Di Pietro e di De Magistris, perché la programmaticità (e quasi sempre la gratuità) di questi attacchi è evidente agli occhi di un bambino. E fa anche allontanare dal PD chi invece ha tendenzialmente, di suo, un’immagine positiva di questi “nemici di Costa”. Nel frattempo, a Destra, se sapessero delle attività di Costa, si fregherebbero le mani e riderebbero, perché il gioco qui non è a somma zero, ma sempre a somma negativa: Francesco Costa non fa che alimentare incessantemente le sterili lotte intestine alla coalizione di centrosinistra. Coalizione che, in realtà, lui non vorrebbe nemmeno: è infatti un seguace di Veltroni, quello competente del PD, il grande stratega dell’andiamo da soli (ma anche con l’IDV) e vinciamo da soli (ma anche prendiamo un bagno di misura epocale e poi i miei mi costringono alle dimissioni).

Ora, noi ce la prendiamo sempre con i vertici del PD, e spesso a ragione. Ma c’è da dire che anche con militanti malati di francescocostismo, tutti intenti a sparare contro gli alleati e gli opinion leader della nostra parte, la sconfitta della Sinistra (e del PD)  è scritta nella roccia per gli anni a venire.

(Se hai appena vinto l’Oscar, ma anche se non l’hai mai vinto) cosa c’è di peggio che sapere che gira su Internet un video in cui tu sei ammanettato/a con il tuo compagno vestito da Hitler che ti penetra da dietro? Lo so che sembra che non ci sia niente di peggio. E invece, c’è. Ora, quel che davvero mi preoccupa, è il senso reale di questo articolo.

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